FAI SPAZIO ALLA FACILITAZIONE. Con l’aiuto dei Facilitatori IDI
31 Dicembre 2025
- 31 Dicembre 2025, Incontri in presenza presso l'azienda e/o a distanza
Fondazione IDI mette a disposizione dei propri Associati esperti di FACILITAZIONE.
In questa pagina condividiamo alcune riflessioni sui motivi che rendono il ruolo del facilitatore sempre più richiesto dalle Aziende.
Una facilitatrice o un facilitatore sono professionisti che utilizzano specifiche tecniche per aiutare gruppi di persone a collaborare in modo produttivo durante riunioni ristrette o allargate, workshop, o corsi.
La funzione principale del facilitatore è guidare l’interazione tra le persone, curando gli incontri dalla fase di preparazione alla conclusione, garantendo che il gruppo sia focalizzato sugli obiettivi, che le idee siano condivise con spirito costruttivo, che tutti i partecipanti contribuiscano e che la risorsa tempo non venga sprecata.
Che cosa non è e che cosa non fa un facilitatore
Un facilitatore non è un esperto dell’argomento degli incontri, è un esperto delle modalità con cui si dialoga e si interagisce durante un incontro
Cosa fa un facilitatore prima e durante un incontro?
Prima:
Definisce l’obiettivo e il processo: Prima della riunione, il facilitatore collabora con l’organizzatore per
- chiarire l’obiettivo dell’incontro
- strutturare un’agenda chiara
- scegliere le modalità di conduzione più efficaci; curare il contesto in cui si svolgerà l’incontro; preparare materiale per fornire sollecitazioni cognitive potenti
Durante:
Promuove la partecipazione:
- Offre frame cognitivi che ottimizzano il confronto e lo sviluppo di nuove idee
- Attiva tecniche per stimolare la partecipazione, l’intelligenza e la creatività di tutti i presenti (per esempio utilizzando il brainstorming, il World Café o modelli decisionali sociocratici)
- Incoraggia la partecipazione di tutti i presenti, evitando che pochi individui monopolizzino la discussione.
Gestisce divergenze ed eventuali conflitti
- Adotta tecniche di gestione delle obiezioni per aiutare a trasformare le divergenze in spunti utili per una soluzione condivisa
- Previene, gestisce, valorizza, risolvere conflitti, mantenendo un clima collaborativo.
Organizza il tempo
- Ricorda ai Partecipanti le tempistiche e invita al rispetto dei tempi previsti per ogni punto dell’agenda.
- Evita divagazioni mantenendo il gruppo sul focus centrale.
Raccoglie e sintetizza:
- Riassume periodicamente i punti discussi per assicurarsi che tutti siano allineati.
- Tiene traccia e documenta le informazioni condivise e le decisioni prese.
Perché un'azienda dovrebbe utilizzare un facilitatore? Ecco alcuni vantaggi:
1.Migliore utilizzo del tempo e delle energie e maggior orientamento ai risultati:
Le riunioni spesso si prolungano inutilmente o mancano di un chiaro risultato; un facilitatore garantisce che ogni minuto sia produttivo e orientato all’obiettivo. Il facilitatore orienta l’impegno delle persone verso la ricerca di soluzioni davvero applicabili e tiene a bada le lamentele gratuite e gli alibi.
2.Decisioni più efficaci e più solide:
Con il supporto di un facilitatore - esperto di diversi modelli decisionali, dalla semplice votazione alle decisioni per assenso - il gruppo può arrivare a decisioni condivise più velocemente e più solide, che saranno rispettate nel tempo, riducendo incomprensioni e necessità di ulteriori incontri.
3.Maggiore coinvolgimento e maggior condivisione di know how:
Un facilitatore crea uno spazio dove tutti desiderano contribuire, migliorando l’engagement e la qualità delle idee e facendo crescere le competenze collettive. Un facilitatore si impegna per abbattere gli steccati tra reparti e superare i pregiudizi.
4.Riduzione dei conflitti:
Grazie a tecniche di gestione delle dinamiche di gruppo, il facilitatore mantiene un clima costruttivo, prevenendo o gestendo le tensioni.
Esempi di situazioni in cui il facilitatore porta valore aggiunto:
1.Riunioni strategiche:
Pensiamo ad una azienda che riunisce i propri dirigenti per definire le priorità dell’anno a venire; come evitare il rischio che il management non riesca a convergere sulle scelte strategiche? Un facilitatore li aiuterà a identificare i criteri condivisi su cui basare le proprie scelte e, successivamente, con matrici di fattibilità e di priorità agevolerà l’identificazione delle aree di attenzione per il prossimo anno
2.Workshop di innovazione:
Pensiamo ad un team di sviluppo prodotto in cerca di nuove idee per migliorare una linea di prodotti (o di servizi). Grazie alla guida di un facilitatore, il gruppo utilizzerà, per esempio, tecniche di pensiero divergente e convergenti e di design thinking, riducendo i tempi di sviluppo, aumentano l’entusiasmo, la fiducia e il senso di responsabilità per per le novità introdotte.
3.Gestione dei conflitti:
Pensiamo ad un team commerciale distribuito su diverse regioni e con tensioni interne che ne minano l’efficacia complessiva. Un facilitatore utilizzerà un processo di problem solving e negoziazione win win che porterà il team a identificare soluzioni pratiche e applicabili da tutti.
Un facilitatore non solo rende le riunioni più efficienti, ma crea un ambiente dove il team può davvero collaborare e generare risultati tangibili. Scegliere di lavorare con un facilitatore è un investimento nella produttività e nella qualità del lavoro di squadra.
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Per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a partecipare ai corsi
•Da PRENDERE decisioni a COSTRUIRE decisioni. Un’occasione (che vi sorprenderà) per sperimentare le decisioni per assenso applicando i principi cardine della sociocrazia
•SPERIMENTARE IL WORLD CAFE’ e sentirsi pronti per metterlo in pratica
Testo a cura di Elisabetta Castagneri
Precisazione: Per semplificare la lettura, in questo testo ho utilizzato solo il linguaggio al maschile, ma gli obiettivi e i contenuti di questo evento sono dedicati a tutte le persone, indipendentemente dal genere.
Docente: Castagneri Elisabetta